10 Cose che forse non sai sulla Francia!

10 Cose che forse non sai sulla Francia!

tour eifel

A fronte degli ultimi avvenimenti accaduti in Francia, abbiamo deciso di stilare per voi una lista di 10 particolarità che contraddistinguono la Francia da tutti gli altri Paesi europei, per farvi capire anche che oltre alle numerose vittime dell’ISIS, questa nazione ha subito un enorme danno dal punto di vista artistico, storico, turistico e culturale. Ecco qui 10 Cose che forse non sai sulla Francia:

  • La Francia è il paese più visitato al mondo, con 84,7 milioni di turisti solo nel 2013 (secondo l’Unwto, l’Italia è 5° con 47,7 milioni di visitatori).
  • E ha 12 fusi orari, più di qualsiasi altro paese. Perché i territori esteri della Francia, dalla Guiana alla Polinesia hanno ciascuno un fuso orario diverso.
  • In Francia si può sposare una persona defunta. Ma gli zombie non c’entrano: la pratica del matrimonio postumo risale all’incirca alla prima guerra mondiale, per le richieste delle fidanzate dei soldati morti in battaglia. Nel 1950, il governo francese ha legiferato in tal senso: in base alla normativa, il coniuge vivente deve ottenere l’approvazione del presidente e del ministro della Giustizia francese. È prevista anche una semplice cerimonia in cui la sposa o lo sposo stanno accanto a una foto del partner deceduto. La frase “finché morte non ci separi”, non viene pronunciata e il “sì” è sostituito con “l’ho fatto”
  • La Francia è l’unico paese europeo che potrebbe essere autosufficiente dal punto di vista della produzione di alimenti di base. Da sola produce circa il 22% di tutti i cereali d’Europa.
  • La Torre Eiffel costruita per l’Esposizione Mondiale 1889, non piaceva ai parigini, che la tollerarono dietro la promessa che sarebbe stata demolita nel 1909. A salvarla fu il fatto che in cima ci fossero le antenne necessarie alla radio e al telegrafo. E poi… i turisti.
  • Le scuole francesi, in seguito a una circolare governativa del 2006, devono dotarsi di macchinette che distribuiscono preservativi. Secondo il quotidiano Usa Today il 96% delle scuole le avrebbe. Ma le associazioni contro l’Aids vorrebbero che i preservativi fossero gratuiti, perché pagarli non incoraggerebbe gli studenti a usarli.
  • Nel 2013 il governo francese ha finalmente ritirato la norma che vietava alle donne di indossare i pantaloni, risalente al 1799. La ministra Najat Vallaud-Belkacem ha voluto che fosse cancellata anche se poco usata, perché “Incompatibile con i principi di uguaglianza tra uomini e donne che sono scritte nella Costituzione, così come negli impegni europei della Francia”.
    La norma nacque al tempo della Rivoluzione francese, come reazione della prefettura parigina ai Sanculotti, che rivendicavano il diritto di portare i pantaloni in contrasto con la borghesia che portava le “culottes”, che arrivavano sotto il ginocchio. Anche le donne volevano indossare i pantaloni. Ma il Prefetto parigina vietò loro di “vestirsi da uomo”, a meno che non avessero esibito un certificato medico.
  • Nel 1978 i francesi ebbero il primo assaggio di web, in largo anticipo su tutti gli altri: una rete di servizi chiamata MiniTel, che dava ai suoi utenti l’accesso a shopping online, a motori di ricerca rudimentali, bacheche e persino al… cybersex. France Telecom ha mandato in pensione il servizio nel 2012, quando 800.000 unità erano ancora in uso.
  • Il primo a essere decapitato con la ghigliottina, dopo l’avvento della rvoluzione francese non fu il Re Luigi XVI, ma un condannato per omicidio e furto: Nicolas Pelletier. L’ultima esecuzione invece è avvenuta nel 1977, e la ghigliottina è stata messa in soffitta solo nel 1981, quando la Francia ha abolito la pena di morte. Nella foto, l’ultima esecuzione pubblica: era il 1939.
  • In Francia (e in Belgio) esiste l’anti-babbo Natale: Père Fouettard è, secondo il folklore natalizio, un aiutante di San Nicola. Ma mentre il primo, il 6 dicembre, porta i doni ai bambini buoni, Pere Foutard, forte del suo aspetto truce e della lunga barba scura, minaccia e redarguisce quelli “cattivi”.
  • Alcuni storici attribuiscono alla Francia le origini del Pesce d’aprile: prima dell’adozione del Calendario Gregoriano, nel 1582, il capodanno si festeggiava tra il 25 marzo e il 1 aprile: la decisione di Papa Gregorio XIII di anticiparlo al 1 gennaio, avrebbe spinto i francesi a dar vita alla tradizione di scambiarsi pacchi regalo vuoti, simbolo scherzoso della ricorrenza “svuotata” di significato.

Fonte: http://www.focus.it

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